Jean-Luc Marion, Credere per vedere. Riflessioni diverse sulla razionalità della Rivelazione e l'irrazionalità di alcuni credenti, Lindau, 2012, 24,00 €
In che modo e secondo quali percorsi è possibile porre nuovamente
l’inesauribile questione del rapporto tra ragione e fede? Oggi meno che
mai esse si contrappongono, nonostante una larga parte del dibattito
pubblico non cessi di affermarne la rivalità.
Si può forse perdere la
fede, ma non certo perché la ragione riesca a mostrarne l’illusorietà.
D’altra parte può accadere che la ragione si scopra incapace di
comprendere una parte – e una parte essenziale – delle esperienze che
facciamo nel corso della vita, e questo porta frettolosamente a
concludere che la ragione non può abbracciare tutto e che bisogna perciò
abbandonare all’incomprensibilità spazi immensi della nostra esistenza.
Sorge così il regno della credenza e dell’opinione, che molto presto
saranno espulse dal campo del pensabile. Da questo sonno della ragione
nascono gli incubi dell’ideologia e dell’idolatria.
La separazione
tra fede e ragione, che tanti sembrano ritenere ovvia e del tutto
naturale, si origina innanzitutto proprio da una mancanza di
razionalità, dalla resa a tavolino della ragione dinanzi al supposto
impensabile. Se non si perde la fede per eccesso di pratica della
razionalità, può accadere al contrario che si perda in razionalità
allorché si esclude troppo in fretta la fede e l’ambito che essa dice di
aprire, cioè quello della Rivelazione.
Come già sant’Agostino
scriveva, «l’intelligenza è il frutto della fede. Non cercare dunque di
capire per credere, ma credi per capire, poiché “se non credete, non
capirete”». Non si tratta di vedere, cioè di conoscere in modo «chiaro e
distinto», per credere sempre di più, ma, al contrario, di credere per
essere in grado di vedere e comprendere.
Nota sull'autore: Jean-Luc Marion, nato nel 1946, è filosofo di fama
internazionale, titolare della cattedra di Metafisica alla Sorbona di
Parigi e professore all’Università di Chicago. Il 6 novembre 2008 è
stato eletto all’Académie Française, dopo la morte del cardinale di
Parigi Jean-Marie Lustiger. Co-fondatore della rivista cattolica
«Communio» (con Joseph Ratzinger, Hans Urs von Balthasar e Henri de
Lubac, tra gli altri), Marion è autore di numerose opere tradotte in
tutto il mondo. Tra quelle uscite in Italia, ricordiamo: Dio senza
essere; Il fenomeno erotico; Dialogo con l’amore; Il visibile e il
rivelato; Riduzione e donazione. Ricerche su Husserl, Heidegger e la
fenomenologia.
Dal libro:
«Fede e ragione, credere o sapere, credere senza certezza o sapere in
modo scientificamente certo, quale opposizione ci sembra più evidente?
Inoltre, se si aggiunge che si tratta della “scienza moderna” nei
confronti della fede cristiana, la dicotomia s’impone senza discussione,
pronta per ogni dibattito preconfezionato e per ogni disputa
ideologica.
Dovremmo dunque diffidare di tale pretesa evidenza, poiché, per una
strana inversione, in questo dibattito banale l’atteggiamento
autoritario si trova oggi immancabilmente dal lato della “scienza”,
oggetto della più incrollabile fede per i propri devoti, mentre,
dall’altro lato, il dubbio, il senso critico e l’atteggiamento di
ricerca restano appannaggio (certo, talvolta involontario) dei
“credenti”. Come hanno dimostrato i migliori filosofi della scienza, non
vi è nulla di più fragile di tale opposizione, e il lavoro più
importante di uno spirito semplicemente onesto e consapevole sarebbe
proprio quello di mostrarne l’artificiosità inaccettabile, poiché la
fede ha le proprie ragioni e la ragione scientifica ha le proprie
credenze.»
J.-L. Marion
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