mercoledì 15 febbraio 2012

Credere per vedere. Razionalità e irrazionalità

Jean-Luc Marion, Credere per vedere. Riflessioni diverse sulla razionalità della Rivelazione e l'irrazionalità di alcuni credenti, Lindau, 2012, 24,00 €
In che modo e secondo quali percorsi è possibile porre nuovamente l’inesauribile questione del rapporto tra ragione e fede? Oggi meno che mai esse si contrappongono, nonostante una larga parte del dibattito pubblico non cessi di affermarne la rivalità.
Si può forse perdere la fede, ma non certo perché la ragione riesca a mostrarne l’illusorietà. D’altra parte può accadere che la ragione si scopra incapace di comprendere una parte – e una parte essenziale – delle esperienze che facciamo nel corso della vita, e questo porta frettolosamente a concludere che la ragione non può abbracciare tutto e che bisogna perciò abbandonare all’incomprensibilità spazi immensi della nostra esistenza. Sorge così il regno della credenza e dell’opinione, che molto presto saranno espulse dal campo del pensabile. Da questo sonno della ragione nascono gli incubi dell’ideologia e dell’idolatria.
La separazione tra fede e ragione, che tanti sembrano ritenere ovvia e del tutto naturale, si origina innanzitutto proprio da una mancanza di razionalità, dalla resa a tavolino della ragione dinanzi al supposto impensabile. Se non si perde la fede per eccesso di pratica della razionalità, può accadere al contrario che si perda in razionalità allorché si esclude troppo in fretta la fede e l’ambito che essa dice di aprire, cioè quello della Rivelazione.
Come già sant’Agostino scriveva, «l’intelligenza è il frutto della fede. Non cercare dunque di capire per credere, ma credi per capire, poiché “se non credete, non capirete”». Non si tratta di vedere, cioè di conoscere in modo «chiaro e distinto», per credere sempre di più, ma, al contrario, di credere per essere in grado di vedere e comprendere.

Nota sull'autore: Jean-Luc Marion, nato nel 1946, è filosofo di fama internazionale, titolare della cattedra di Metafisica alla Sorbona di Parigi e professore all’Università di Chicago. Il 6 novembre 2008 è stato eletto all’Académie Française, dopo la morte del cardinale di Parigi Jean-Marie Lustiger. Co-fondatore della rivista cattolica «Communio» (con Joseph Ratzinger, Hans Urs von Balthasar e Henri de Lubac, tra gli altri), Marion è autore di numerose opere tradotte in tutto il mondo. Tra quelle uscite in Italia, ricordiamo: Dio senza essere; Il fenomeno erotico; Dialogo con l’amore; Il visibile e il rivelato; Riduzione e donazione. Ricerche su Husserl, Heidegger e la fenomenologia.

Dal libro:
«Fede e ragione, credere o sapere, credere senza certezza o sapere in modo scientificamente certo, quale opposizione ci sembra più evidente? Inoltre, se si aggiunge che si tratta della “scienza moderna” nei confronti della fede cristiana, la dicotomia s’impone senza discussione, pronta per ogni dibattito preconfezionato e per ogni disputa ideologica. Dovremmo dunque diffidare di tale pretesa evidenza, poiché, per una strana inversione, in questo dibattito banale l’atteggiamento autoritario si trova oggi immancabilmente dal lato della “scienza”, oggetto della più incrollabile fede per i propri devoti, mentre, dall’altro lato, il dubbio, il senso critico e l’atteggiamento di ricerca restano appannaggio (certo, talvolta involontario) dei “credenti”. Come hanno dimostrato i migliori filosofi della scienza, non vi è nulla di più fragile di tale opposizione, e il lavoro più importante di uno spirito semplicemente onesto e consapevole sarebbe proprio quello di mostrarne l’artificiosità inaccettabile, poiché la fede ha le proprie ragioni e la ragione scientifica ha le proprie credenze.»
J.-L. Marion

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