Ivan Illich, Pervertimento del cristianesimo. Conversazioni con David Cayley su Vangelo, Chiesa, modernità, Quodlibet, 2012, 14,00 €
Ivan Illich (1926-2002), prete cattolico che rinunciò all'esercizio
pubblico del sacerdozio nel 1969, dopo le censure ecclesiastiche alla
sua attività di oppositore dello "sviluppo", a suo avviso esportato nei
paesi "terzi" come forma più raffinata e distruttiva di colonialismo, fu
negli anni Settanta uno dei maestri della contestazione mondiale contro
le società industriali, i loro stili di vita, le forme del consumo, gli
apparati di servizi. Divenne nel seguito un acuto studioso degli
sconvolgimenti prodotti dallo sviluppo tecnologico nell'esperienza e
coscienza umane in età moderna e contemporanea. In questo testo, che è
parte della sua estrema autotestimonianza, Illich compie la parabola del
proprio pensiero indicando nel cristianesimo, ossia in una
interpretazione riduttrice e corruttrice della libertà annunciata dal
Vangelo come amministrata dalla Chiesa nella sua millenaria evoluzione,
l'origine di una alienazione dell'esistenza umana individuale e
collettiva, giunta oggi alle soglie di un necessario, apocalittico
ribaltamento.
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