Piero Stefani, Fede nella Chiesa?, Morcelliana, 2011
Che rapporto c'è tra fede e religione, sono complementari o
si oppongono? Se il cattolicesimo rivendica il suo esser religione - l'unica
vera - non si afferma in modo sempre più autonomo la fede come ciò che può
toccare ogni uomo, dentro o fuori della rivelazione? Dilemmi che non solo
riguardano l'essenza del cristianesimo, ma oggi, fra ritorno del
"religioso" e nuovi fondamentalismi, sono quanto mai attuali.
Come si declina il credere del singolo all’interno
dell’istituzione Chiesa? Si cerca qui di rispondere seguendo due binari: da una
parte interrogando i fondamenti stessi del cristianesimo, dunque formulando la
domanda come problema teologico; dall’altra osservando la pratica di vita del
cristiano nella Chiesa di oggi, con richiami all’attualità del Vangelo.
Il nocciolo teologico riconduce al paradosso di Karl Barth –
per cui Dio è il Totalmente Altro cui solo si può credere – e pone il serio
dilemma della dialettica fra religione e fede, nel senso non solo della
contrapposizione ma della complementarietà: come pensare infatti una scelta di
fede senza constatare l’anteriorità della religione? Una radice dialettica del
cristianesimo che si traduce anche nell’antinomia fra il nostro appartenere a
una Tradizione, che come tale si irrigidisce nell’ordine di una comunità
religiosa, e il nostro viverla come appello. Nelle diverse sfaccettature, le
riflessioni qui compiute convergono sulla categoria che fa del cristianesimo
una religione unica: la libertà. Una sfida teorica, che è anche un monito
all’agire: Ecclesia semper reformanda est.
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