Grado Giovanni Merlo, Giovanni Miccoli. Elogio della ricerca storica, Morcelliana, 2011
Il fiato lungo di una ricerca si rivela nel suo metodo: se
questo nel corso del tempo sempre più si determina e supera la biografia
intellettuale di chi lo pensa, vuol dire che è già un modello per la stessa
disciplina. È il caso del modello storiografico di Giovanni Miccoli. Al mutare
degli oggetti della sua ricerca, si chiarifica la ragione che la guida: fare
storia significa pensare per problemi, e non parcellizzarla; vuol dire
riconoscerne i nessi, quelli ad esempio fra “storia della Chiesa” e “storia medievale”.
Nelle pieghe dell’epoca medievale vi sono elementi che si evolvono lungo le
epoche successive; mestiere dello storico è decifrarli. I cinque saggi di
questo libro spiegano così le due anime di Miccoli: una è negli studi
medievistici condotti alla scuola di Delio Cantimori e Arsenio Frugoni – e con
i volumi sulla Chiesa gregoriana, su San Francesco d’Assisi e la Storia
religiosa dell’Italia fino alla prima età moderna –; l’altra è nelle questioni
di storia della Chiesa contemporanea, affrontate con lo stesso rigore, come il
rapporto fra antisemitismo e cattolicesimo. Una coscienza storica che si
alimenta delle metamorfosi dei medesimi problemi e, pur nella diversità delle
forme del passato, cerca di interpretare il presente proprio nel «serrato dialogo
con la tradizione culturale».
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