mercoledì 23 novembre 2011

Una moschea a Monaco

Ian Johnson, Una moschea a Monaco, Cooper, 20,00 €
La moschea di Monaco di Baviera è una delle più grandi moschee in Europa ed è stata il primo grande centro dell’islamismo europeo fin dall’immediato dopoguerra. Nel periodo post-bellico erano presenti in Germania centinaia di migliaia di musulmani sovietici che Hitler aveva fatto prigionieri quando aveva invaso l’URSS e a cui aveva concesso la libertà a patto che ripudiassero la bandiera comunista e militassero sotto l’insegna della svastica. Un’intera divisione di un milione di soldati musulmani ex-sovietici divenne nazista, prese parte alle vicende belliche e offrì un network di spionaggio nella lotta contro l’impero sovietico. Hitler fin dagli anni ’30 aveva stipulato una salda alleanza con Amin al Husseini, il Grand Muftì di Gerusalemme, che passò un periodo della sua vita in Europa, come agente nazista ad addestrare truppe musulmane bosniache. Husseini era anche alleato dei Fratelli Musulmani, un gruppo terroristico che ha ispirato Al-Qaeda e Hamas. Lo consideravano tutti un moderato in Europa come in America tanto che persino il presidente Eisenhower lo ricevette alla Casa Bianca nel periodo della guerra fredda per servirsi di lui come una spia della CIA contro il Comunismo. Per la stessa ragione gli Americani hanno poi sostenuto in Afghanistan Osama bin Laden e i mujahedeen contro i Sovietici. Tra spie musulmane naziste, indagini della CIA, intrighi di potere, Ian Johnson firma un’opera cruciale, intrigante da leggere come una “spy-story”, necessaria per comprendere fino in fondo quali e quanti errori l’Occidente ha fatto, e continua a fare, nei suoi rapporti con l’Islam di oggi.

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