Roberto Morozzo della Rocca, Passaggio a oriente. La modernità e l'Europa ortodossa, Morcelliana, 2012, 18,00 €
Dopo la caduta del muro di Berlino la modernità irrompe
nell’Oriente europeo: popoli la cui identità si radica nella simbiotica unione
fra nazione e religione si trovano di fronte alla difficile coabitazione con una
cultura dove il senso della tradizione è perlopiù scomparso.
Un processo che
conduce all’attuale assetto: appartengono all’Unione Europea quattro paesi –
Grecia, Cipro, Romania, Bulgaria – che hanno portato l’ortodossia al rango di
seconda componente religiosa europea, dopo il cattolicesimo e seguita dal
protestantesimo. Sono queste le condizioni di una reciproca conoscenza: dei
popoli ortodossi da parte di quelli occidentali e, viceversa, della modernità da
parte di coloro che un tempo abitavano dietro la cortina.
Cogliere i momenti
di questa integrazione che conduce verso la coscienza europea, quale è
intento di questo libro, vuol dire confrontarsi con un bacino di significati che
l’Oriente offre rispetto alle grandi sfide poste dall’Occidente: la storia e la
tradizione, la politica e la democrazia, l’etica e l’antropologia, la scienza e
la secolarizzazione, la globalizzazione e la difesa dell’ambiente. Vuol dire
accostarsi a una realtà che rovescia la “logica” da cui proveniamo in quanto
eredi dell’Ovest europeo, rendendola capace di esprimere – proprio stando in
bilico fra gli opposti – il pensiero dei “movimenti immobili”, delle “tenebre
luminose”, dei “silenziosi clamori”. Ovvero, quasi lo storico invertisse il
senso di marcia, ripartire dall’Oriente per comprendere l’Occidente.
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