giovedì 30 agosto 2012

Ripartire dall'Oriente per capire l'Occidente

Roberto Morozzo della Rocca, Passaggio a oriente. La modernità e l'Europa ortodossa, Morcelliana, 2012, 18,00 €
Dopo la caduta del muro di Berlino la modernità irrompe nell’Oriente europeo: popoli la cui identità si radica nella simbiotica unione fra nazione e religione si trovano di fronte alla difficile coabitazione con una cultura dove il senso della tradizione è perlopiù scomparso.
Un processo che conduce all’attuale assetto: appartengono all’Unione Europea quattro paesi – Grecia, Cipro, Romania, Bulgaria – che hanno portato l’ortodossia al rango di seconda componente religiosa europea, dopo il cattolicesimo e seguita dal protestantesimo. Sono queste le condizioni di una reciproca conoscenza: dei popoli ortodossi da parte di quelli occidentali e, viceversa, della modernità da parte di coloro che un tempo abitavano dietro la cortina.
Cogliere i momenti di questa integrazione che conduce verso la coscienza europea, quale è intento di questo libro, vuol dire confrontarsi con un bacino di significati che l’Oriente offre rispetto alle grandi sfide poste dall’Occidente: la storia e la tradizione, la politica e la democrazia, l’etica e l’antropologia, la scienza e la secolarizzazione, la globalizzazione e la difesa dell’ambiente. Vuol dire accostarsi a una realtà che rovescia la “logica” da cui proveniamo in quanto eredi dell’Ovest europeo, rendendola capace di esprimere – proprio stando in bilico fra gli opposti – il pensiero dei “movimenti immobili”, delle “tenebre luminose”, dei “silenziosi clamori”. Ovvero, quasi lo storico invertisse il senso di marcia, ripartire dall’Oriente per comprendere l’Occidente.

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